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Benvenuti nel mondo di Dom

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La più bella felicità dell'uomo pensante è di aver esplorato l'esplorabile e di venerare tranquillamente l'inesplorabile. (Johann Wolfgang Goethe)
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Roberto Baggio 2^ mito dello sport mondiale

Roberto Baggio (Caldogno18 febbraio 1967) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante. Occupa la 16ª posizione (primo italiano) nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer. È stato inserito da Pelè nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004.

Attaccante o trequartista e fantasista in possesso di eccezionali doti tecniche ed amatissimo dal pubblico di tutto il mondo, è considerato uno dei più forti calciatori di tutti i tempi.

Pur non avendo mai vinto la classifica dei marcatori, è il quinto realizzatore di sempre del campionato di serie A con 205 gol, preceduto da Piola, Nordahl, Meazza e Altafini. In Nazionale conta 56 presenze e 27 gol, che lo collocano al quarto posto tra i realizzatori in maglia azzurra (a pari merito con Alessandro Del Piero, ma con una media/gol quasi doppia). In totale ha giocato 700 partite ufficiali segnando 318 gol.

È inoltre l'unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del mondo (1990, 1994 e 1998). Anche se vanta un ottimo palmarès non ha mai vinto la Coppa dei Campioni.

A livello individuale si è aggiudicato il Pallone d'oro 1993, anno in cui è stato eletto anche FIFA World Player da una giuria composta dai commissari tecnici e dai capitani delle Nazionali di tutti i continenti.baggioroberto-baggio-brescia-zoom

 

Atleti della Storia 1^ (Dorando Petri)

Ecco tutti gli atleti che hanno fatto la storia dello sport mondiale. Miti che non scompariranno mai, semplici persone che hanno capito il senso dello sport. Il Divertimento!!!

I^

Dorando Pietri  (Atleta italiano nato il 16 ottobre del 1882 a Coreggio)

" La grande impresa dell'italiano non potrà mai essere cancellata dagli archivi dello sport, qualunque possa essere la decisione dei giudici. » ( Arthur Conan Doyle scrissse così per il Dayli Mail)

Dorando Pietri, noto impropriamente anche come Dorando Petri è stato un atleta italiano, passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l'avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell'aiuto fu squalificato e perse la medaglia d'oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell'atletica leggera.

Dorando_Pietri,

All'arrivo alla Maratona delle Olimpiadi di Londra del 1908

decreto Gelmini e dissenso 2

Articolo scritto da Domenico Ble sul Blog di Italia dei Valori di Latiano http://idvlatiano.blogspot.com/2008/11/decreto-gelmini-e-dissenso-2.html

 

 
pubblico l'intervento di Domenico Ble, studente al Liceo Artistico di Brindisi, che sta vivendo la difficile fase in cui si trova la scuola.
Sempre presenti e pronti a continuare!
È passata meno di una settimana dall’inizio delle proteste contro la Riforma Gelmini. Una riforma che penalizza la scuola italiana attraverso il taglio dei fondi, che sono risorse finanziarie necessarie per la scuola e quindi per lo sviluppo. E se vogliamo, è proprio questo il motivo per cui l’istruzione italiana risulta agli ultimi posti in Europa.
Noi giovani studenti abbiamo deciso di scendere in piazza ad esprimere, come un sistema democratico vuole, il nostro no a questo orrore e al menefreghismo che viene dimostrato verso la scuola pubblica.
Anch’io come giovane studente ho partecipato in prima persona ai cortei, sit-in, cineforum che si sono tenuti è ho notato un cambiamento: ho notato che vi è vera partecipazione di ognuno di noi a voler cambiare. Non ci fermeremo quì!! Continueremo a manifestare in piazza perché il nostro futuro sia ciò che noi vogliamo.
Domenico Ble (Giv Latiano)

Poesie incivili di Andrea Camilleri

(1^ poesia incivile)

Ha più scheletri dentro l'armadio lui
che la cripta dei Cappuccini a Palermo!
Ogni tanto, di notte, quando passa il tram,
le ossa vibrano leggermente, e a quel suono

gli si rizzano i capelli sintetici. Teme che
le ante dell'armadio si aprano, che torme, non di
fantasmi, ma di giudici in toga balzino fuori
agitando come nacchere tintinnanti manette.

                               -

(2^ poesia incivile)

Si prendano subito le impronte digitali
dei bambini rom» ordina un paio di baffi
sul nulla. E i baffi giurano che non è razzismo,
ma solo umana pietà verso i bimbi costretti

a mendicare. Che cuore, che generosità! E mi
tornano a mente i versi di un grandissimo: «Sei
così ipocrita che quando l'ipocrisia ti avrà
ucciso, sarai all'Inferno, ma ti dirai in Paradiso».

                                 -

(3^ poesia incivile)

Non importa che abbia avuto due mogli e che le sgualdrinelle confortino le sue notti; non importa che la sua morale abbia più buchi di un colabrodo;
non importa che abbia corrotto, falsificato i bilanci, giurato il falso, prevaricato,
adottando la menzogna come stile di vita.

Non importa.
Sia ricevuto in Vaticano con tutti gli onori.
Pecunia, antica saggezza, non olet.

                        -

 

 (4^ poesia incivile)

Onde ridurre, ulteriormente, le spese il Ministro della Giustizia ordina che, solo per lui,
la prescrizione sia preventiva e pregressa ancor prima che i processi siano prefissati a ruolo e pertanto i PM che li iscrissero nel registro degli indagati
siano pregiudizialmente mandati in proscrizione per favore,
attenti agli errori di stampa!


                                     -

(5^ poesia incivile)

Ai monomaniaci
Basta appena un fugace pretesto
per sprofondare nel loro delirio particolare,nella loro ossessione devastante.Le sue parole scatenanti sono: Giustizia e Giudici.
A sentirle, la sua trasformazione è immediata:
il sorriso gli si muta in un ghigno,
dalla faccia gli cade la maschera variopinta, e sotto,appare una tavola di Cesare Lombroso.

                         



Articolo 21

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

"L'arpa che il monarca cantore toccava" (George Gordon Byron)

L'arpa che il monarca cantore toccava,
Il Re degli uomini, il diletto del Cielo,
Che la Musica consacrò piangendo sulle note
Che il suo cuore dei cuori aveva reso
– Raddoppi le lacrime – ha le corde spezzate!

Placava uomini d'indole ferrigna,
Dava loro virtù nuove, né orecchio era
Così duro né anima così fredda
Che a quel suono commossi non ardessero:
La lira di David divenne più potente del suo trono.

Essa narrava i trionfi del nostro Re,
Glorificava il nostro Dio, faceva
Risuonare le nostre valli liete;
Si chinavano i cedri, i monti si assopivano;
Quel suono andava al cielo e là restava!

Benché non sia più udito sulla terra, da allora
Devozione e il figlio Amore ancora impongono
All'anima che sgorga d'innalzarsi
A suoni che paion giungere dall'alto, in sogni
Che l'ampia luce del giorno non può disperdere.

 

UNA CAROGNA (Charles Baudelaire)

  Ricordi tu l'oggetto, anima mia, che vedemmo quel mattino d'estate così dolce? Alla svolta d'un sentiero un'infame carogna sopra un letto di sassi,

le gambe all'aria, come una femmina impudica, bruciando e sudando i suoi veleni, spalancava, con noncuranza e cinismo, il suo ventre pieno d'esalazioni.

Il sole dardeggiava su quel marciume come volendolo cuocere interamente, rendendo centuplicato alla Natura quanto essa aveva insieme mischiato;

e il cielo contemplava la carcassa superba sbocciare come un fiore. Il puzzo era tale che tu fosti per venir meno sull'erba.

Le mosche ronzavano sul ventre putrido donde uscivano neri battaglioni di larve colanti come un liquame denso lungo gli stracci della carne.

Tutto discendeva e risaliva come un'onda, o si slanciava brulicando: si sarebbe detto che il corpo gonfio d'un vuoto soffio, vivesse moltiplicandosi.

E tutto esalava una strana musica, simile all'acqua corrente o al vento, o al grano che il vagliatore con ritmico movimento agita e volge nel vaglio.

Le forme si cancellavano riducendosi a puro sogno: schizzo, lento a compiersi, sulla tela (dimenticata) che l'artista condurrà a termine a memoria.

Dietro le rocce una cagna inquieta ci guardava con occhio offeso, spiando il momento in cui riprendere allo scheletro il brano abbandonato.

- Eppure tu sarai simile a quell'immondizia, a quell'orribile peste, stella degli occhi miei, sole della mia natura, mia passione, mio angelo!

Sì, tu, regina delle grazie, sarai tale dopo l'estremo sacramento, allora che, sotto l'erba e i fiori grassi, andrai a marcire fra le ossa.

Allora, o bella, dillo, ai vermi che ti mangeranno di baci, che io ho conservato la forma e l'essenza divina di tutti i miei decomposti amori.

NON è CHE L'INIZIO

 
 NON è CHE L'INIZIO 
 
 
 
  
 
 

così è la vita

Un mese fa finiva tutto, il sogno della vita arrivava al capolinea. Tanti sono i giorni, gli attimi i momenti che non vedremo più.
Un mese fa si spegneva una candela, una stella cadeva dal cielo, un fiore appassiva. Così è la vita concluderebbe qualcun'altro oppure  è destino è colpa del fato.
Già il fato....che brutti scherzi che fa.
Questi momenti ci fanno cadere giù ma in contemporanea ci fanno forti è duri.
Certe cose bisgna accettarle perchè così è la vita.

Quando penso a Berlusconi di Roberto Benigni

Politicamente corretto: Fermiamoci al concetto politico corretto: Berlusconi è un bischero. Fa schifo, no?

Berlusconi: L'uomo che possiede tutto, che se compra "La Repubblica" non va in edicola, ma passa direttamente alla direzione e si porta via anche l'"Espresso" e l'intera Mondadori. Sempre con quel doppiopetto anni Trenta, sembra la parodia di un gangster: Al Cafone.

Berlinguer: Secondo me Berlinguer, insieme a Gozzano, è uno dei più grossi poeti del novecento. Lui era un buddista, aveva quella dolcezza indiana, quella calma, una via di mezzo tra Budda e Gozzano, una signorina Felicita di Nuova Delhi.

Al raduno dell'Ulivo: Ero a Milano e mi sono fatto prestare la Uno Bianca di Borrelli per venire qui. Tra poco vi devo lasciare perchè alle 18 ho una merenda con Mancuso. Con l'Ulivo ho un rapporto di amore-olio.

Destra e sinistra: Certo la destra viene meglio perchè è naturalmente più dotata per suscitare le risate. E' come i carabinieri. Perchè si fanno tante barzellette sui carabinieri e nessuna sui poliziotti? Comunque mi sforzerò anche di sfottere la sinistra. Veltroni-D'Alema: Kennedy contro Molotov. Magari regge.

Il comunismo: Il comunismo viene da sè, anche senza Berlinguer. Il comunismo è come prima di farsi la prima sega: si viene a letto, da sè. Si fa: Dio bono, cosa mi è successo? Niente, o fanciullo, sei venuto. Quello che non funzionava, ora funziona. Ecco il comunismo. Così il popolo è come un ragazzo prima di farsi la prima sega. S'arriva la mattina da sè. Cosa è successo? Niente, o popolo, sei venuto. Quello che non funzionava, ora funziona.

Boniver: Lasciatemi abbracciare una rarità: un socialista ancora libero!

Andreotti: E' un personaggio edificante, che spinge il pubblico giovane a identificarsi in lui. Farci un film? Sembra che non ceda i diritti. Chiedete a Riina, dice.

Berlusconi: Il partito di Silvio l'ho inventato io. Ci avevano messo cinquant'anni a creare una classe politica di ladri, e Di Pietro in un mese li ha fatti fuori tutti. Bella roba, e noi comici chi si prende più in giro? Così, con Berlusconi, abbiamo deciso di rifare tutto daccapo. Magari ci metteremo sei anni, a ricreare una bella classe politica di ladri e di corrotti, ma poi noi comici torneremo finalmente a lavorare.

Fini: L'ho incontrato una volta sola. Fini non è una persona che si possa giudicare avendolo visto una volta sola. E io non ho intenzione di rivederlo.

Bossi: La lega è sacrosanta, a Catanzaro se ne sentiva il bisogno. E poi mi è bastato lo slogan: "La lega ce l'ha duro". Mi ha subito fatto capire la serietà del partito.

Un milione di posti di lavoro: Non è un caso che tutti si sono messi a fare i comici e così è uscito un milione di posti di lavoro.

Berlusconi: Fin da piccolo disse: "O divento presidente del Consiglio o niente". E' riuscito a diventare tutt'è due.

Berlinguer: Lo conoscevo bene, l'ho preso anche in braccio, era una persona che sprizzava roba buona.

Berlusconi: L'ho conosciuto: gli ho dato la mano, mi ha lasciato tutt'olio, è proprio unto dal Signore, è proprio una cosa tutta unta, gli si mette un po' d'aceto e di sale e viene un'insalata, con Berlusconi, ch'è una cosa eccezionale.

D'Alema e Veltroni: Secondo me sono comunisti. Io sono stato una volta a mangiare a casa loro. M'hanno detto: "Vieni Benigni, vieni che ceniamo coi bambini". Sono andato là e ho capito cosa intendevano. C'era un pentolone enorme, un bollito, mi sono messo a mangiare, ho preso un piedino io, una cosina, è proprio lo zoccolo duro. Ho detto: "Guardate che io non mangio più niente", poi sono andato a pigliare il digestivo da Fini, lui si è bevuto due bicchieri di olio di ricino, due manganellate a testa e ci siamo addormentati

Io e Schopenhauer di Roberto Benigni

Non ce la fo più: Non ce la fo più, come disse quello che fece la popò in mezzo alle ortiche.

Il comico: Fare il comico oggi penso che sia un lavoro di grande goduria. I comici sono dei grandi masturbatori.

Battute: Hanno detto che, delle mie battute, non resta mai niente. E' vero. Ma perchè, ci si ricorda forse una battuta, una sola, di Stanlio e Ollo, o anche d Buster Keaton?

Recitare: E' dolore, estasi del movimento, affettazione del divenire, occultazione del presentare. Recitare è entrare nel personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non vorrei andare oltre in questa similitudine...

Comicità e tragedia: L'impulso dentro di me è fare il tragico, ma non c'è niente da fare, la carne è fatta in maniera comica. Proprio le poppe, i peli che c'ho addosso mi si muovono in maniera comica. Ogni volta che penso a un film nuovo penso a una di quelle cose tragiche, ma proprio pesanti. Poi le ginocchia, le cosce partono in maniera comica e mi ributto sul corpo.

Comicità ed erotismo: Comicità è pornografia. Umorismo è erotismo. Io mi sono incamminato più negli studi pornografici che in quelli erotici. Io le battute posso rubarle, citarle, ma non fanno parte del mio stile. Sono meccaniche, appartengono al "riposo del comico". La comicità deve essere intestinale.

Scurrilità: La comicità è natura. L'uso di termini sessuali diventa un discorso. Non si può dire che ho parlato del pisellino. La scurrilità è la zolla, l'essenza della terra, il ventre, il materialismo del comico. La nostra tradizione è scurrile. Bisogna avere gaudio e volare, volare sulle parole.

La fame: La mia è una fame atavica. Noi Benigni abbiamo lo stomaco vuoto da secoli. Ricordo che una volta mia madre stava preparando del pane sul forno: per godermi da vicino l'operazione, finii col culo sul fuoco. Ho ancora nelle chiappe il marchio della vista del pane.

Solo: Il comico è solo, come Marlowe.

Alcol: Sono condannato alla lucidità. Astemio totale: devo smettere di non bere.

Perché: Perché non ho scritto "La Divina Commedia"? Perchè non c'ho pensato.

L'anonima sequestri: C'ha rovinato. Ogni anno ne sequestrano miliardi. Con il corpo di polizia che c'abbiamo, comandato da quel bischero di Gava! Mezzi c'hanno l'orecchio tagliato. Oramai è diventato uno status symbol. Uno che c'ha tutt'e due gli orecchi è un poveraccio, non conta mica nulla.

- Eh, quello non c'ha una lira.

- Ieri sera ho visto uno che non c'aveva neanche un orecchio.

- Cazzo, dev'esser miliardario!

Al mio paese lo dicevano: - Lo vedi, dicevi che non c'è più distinzione fra il ricco e il povero... Anche quel povero Belardinelli del caffè Jolly a Firenze. Era ricco, gli hanno tagliato un orecchio a cinquant'anni... Io ho detto: - A lui gli avranno tagliato un orecchio a cinquant'anni, ma a noi ce l'hanno messo nel culo da quando siamo nati...

Gadda e Schopenhauer : Ormai li leggono anche quelli della curva sud, son tremendi...

Furbi o scaltri? La furberia è una qualità italiana potente, però ci ha rovinato. Sarà meglio magari diventare scaltri: è una cosina un pochino più nobile...

Effetti collaterali: Uno piglia una medicina per il mal di denti: "Indicazione: male di denti". Poi c'è "Controindicazioni", una sfilza. "Il medicinale può causare disturbi alla vista, giramenti di testa, vomito, diarrea, emorroidi, cancro all'orecchio, attenta alla tu' sorella, ferma i tu' cugini, attenzione la domenica." Un casino! Non finisce mica lì: c'è gli "Effetti collaterali": è da non pigliarsi prima dei pasti, in gravidanza, dopo cena, chi c'ha la targa dispari, chi c'ha il cognato". Poi c'è "Avvertenze: usare con cautela, fuori dalla portata dei bambini, non lo dire al tuo vicino di casa, pericolo, attenti...". Uno si leva il mal di denti, diventa un disgraziato...

Lo sventrapapere di Roberto Benigni

Sesso: Ma cosa avete voi donne che attira così l'omo? Me lo avete a dire, oramai sono giunto all'età. Devo sapere cosa c'avete in quella zona là, giusto per saperlo. C'hai un trattore? Un treno? La Firenze Mare? La galleria del Monte Bianco? Fammi vedere un secondo, giusto per vedere un attimo quell'affare là. Mai visto? Sì, qualche volta sì, a dir la verità. Ma come mai attira tanto l'omo quell'azienda là? Piero Angela dov'è? Angela, ma lei ha fatto il viaggio dentro al corpo umano me lo vuol dire cosa c'è là nella donna? Già, si è fermato prima perchè lì è zona pericolosa. L'hanno messa al centro del corpo perchè così non ci si sbaglia mai. Come si chiama da piccini? La gattina, la chitarrina, la passerottina, la fisarmonica... ognuno le ha messo il nome suo, la picchia, la crepaccia, per i napoletani è la pucchiacca! E' bellissima, è focosa... La tacchina, la topa, la sorca, la patonza, la bernarda, la gnocca, la gnacchera, l'anonima sequestri. Poi i termini medici, la vulva... Oh, la vulva fa paura, guarda che vulva! E' spaventosa. Ce n'è anche per quello maschile: pisello, pisellino, pistolino, pipino, poi quando si cresce il randello, la banana, la verga, la mazza, il cetriolo, il pesce, l'uccello, lo sventrapapere, lo spaccapassere, il Blackedecker, il più lo butti giù e più ritorna su...

Una poesia di Roberto Benigni. A Massimo Troisi

Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro 

é la realtà !!!

" Se l'uomo non fosse scemo non sarebbe protagonista "

Dante, anche lui contro i pettegolezzi!!!

"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa"
Con questa frase Dante Alighieri fa notare il suo odio x il pettegolezzo....Non lo facevo tanto intollerante!

Non so come fare!!!!

 Perchè mi tormentate? Perchè me la fate ritornare in mente? Non so come fare!!!!
Cerco di distrarmi dal passato, faccio finta di non averlo mai vissuto, ma non faccio altro che prolungarlo nel futuro.
Ti devo dimenticare mi fai troppo male, devi smetterla di farmi soffrire!!!!  Se continui così sei una bambina!!!!

Ciao Mario!!!

....."Eppure guarda quanta acqua riesce a muovere un piccolo sasso gettato a mare,e che terre lontane riesce a raggiungere. Ti sembra poko? non sarà l'eco che resterà di te ne fievoli ricordi che si trascinano, a stento,ma la tua presenza,la tua essenza inarrestabile................lo sappiamo adesso devi andare,quindi continua pure il tuo viaggio.Ma sappi che un giorno ci rincontreremo,e come al solito ci intenderemo con uno sguardo. Ma sopratutto ricorda che vederti partire non ti farà sparire ......MAI !!!!!!."
.. E ora mentre ascolto i Rolling Stones voglio ricordarti x come eri, il tuo skerzare la tua voglia di vivere avventure, ci mancherai !!!! Ora sei pronto a salire la scala x il Paradiso, x le stelle, forse divverai come loro e ci illuminerai il nostro percorso.
Ciao piccolo amico mi mancherai, ogni tanto torna a trovarci!!!!
 
 
CIAO MARIO!!!!
 
    
 
 
 
 
ANCHE MAURO MUSTICH RAGAZZO LATIANESE CHE VIVE A TORINO SI AGGIUNGE AL NOSTRO DOLORE CHE OGGI CI ASSOCIA, SCRIVENDO QUESTE RIGHE X MARIO:

Mi ero promesso di non scrivere su questo blog al quale mi sono iscritto solo xkè mi arrivavano troppe mail di invito......poi, 11 Settembre 2008 qualcosa è cambiato, anzi, è cambiato tutto.

Forse non sapevi che, col tuo sorriso, riuscivi a dare a una persona un sentimento strano, + grande della gioia, migliore della felicità.....

Forse non ti accorgevi che bastava una tua battuta, una tua uscita strana per rimettere a posto qualcosa, anzi, tutto...

Forse non ti rendevi conto che quando mancavi non era lo stesso...

Forse non pensavi che la tua presenza era così necessaria, indispensabile per tutti... Anche per me che abitando così lontano ti vedevo una volta ogni tanto e che già prima di salutarti mi trasmettevi qualcosa che non so descrivere anch'io...

Forse non sai che ho sbagliato a scrivere tutto queste cose al passato perchè ora queste cose le sai... e non immagini il dolore che hai provocato a tutti, e purtroppo davvero a tutti quando è arrivata la notizia che eri rimasto sotto più di quanto si deve e che, che ...

Ringrazio solo che te ne sia andato facendo ciò che ti piace davvero.....
Solo ora capisco cosa vuol dire che se ne vanno sempre i migliori.....
Ciao Mario! poi dimmi come si sta lassù e si ti lasciano suonare la chitarra!

Un saluto non da Mauro, ma da tutti

 
 
 

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